January 9, 2002
Appurato con i precedenti articoli che non e' affatto impossibile dotarsi di un sistema radiante dotato di un'efficienza sufficiente per la trasmissione anche in 160 od in 80 metri, veniamo al vero punto critico, cioe' la ricezione.
Come si e' visto, anche se di modestissime dimensioni un'antenna ben studiata puo' essere utilizzata per la trasmissione ma il fatto che sia adatta alla trasmissione non implica automaticamente che possa ricevere in modo vantaggioso.
La ricezione e' un punto realmente cruciale nell'esito finale di un contest.
Se avessimo infatti un'idea di quanti QSO vanno persi ogni volta per scarsa ricezione, e come potrebbe invece salire il nostro score se potessimo rispondere almeno ad una parte di coloro che non sentiamo, ci preoccuperemmo di questo aspetto molto di piu' di quanto comunemente facciamo, sbagliando clamorosamente.
Tempo fa, mi e' stata fatta ascoltare una registrazione fatta ai caraibi nella quale una ben nota stazione italiana super attrezzata in 40m stava lavorando USA split, appunto in quella banda. Nonostante la posizione, le antenne, il ricevitore e l'operatore fossero tutti di livello superiore alla media, le chiamate non risposte di stazioni USA erano in numero decisamente superiore rispetto ai QSO che venivano effettuati.
Se ad un certo livello, come ad esempio nel caso sopra citato, e' purtroppo difficile poter fare qualcosa per migliorare la situazione, in 80 ed in 160 metri il margine a disposizione per un miglioramento e' veramente notevole per molti di noi ed a volte basta assai poco per ottenere molto di piu' di quanto si ascolta con l'antenna di trasmissione.
Per poter discernere un segnale utile dal QRM occorre disporre di un rapporto S/N adeguato e se questo e' un concetto generale sempre valido, il fatto che efficienza e guadagno siano aspetti secondari in un'antenna ricevente nelle bande HF piu' basse e', tutto considerato, un vantaggio di non poco conto.
Se quello che determinera' la capacita' di poter ricevere e' dunque il rapporto
fra il segnale utile ed il rumore, e' ovvio che ogni ubicazione avra' diversi
livelli intrinseci di rumore e questo fatto andra' a condizionare in modo sostanzialmente
positivo o negativo la ricezione esaltando o minimizzando le qualita' dell'antenna
usata.
In 160 ed in 80 metri il livello di noise in banda e' particolarmente elevato
per natura ed i QTH particolarmente silenziosi non offrono un vantaggio cosi'
sostanziale come invece accade per frequenze elevate, ad es. in 6 od in 2 metri.
E' chiaro pero' che trovarsi in luoghi particolarmente colpiti da QRM locale
non e' certamente un'opzione consigliabile anche se magari uno spazio disponibile
particolarmente ampio potrebbe invogliarci ad installare antenne di grandi dimensioni
facendoci pensare che queste possano ovviare a qualunque inconveniente.
Usare un ottima antenna ricevente ma in prossimita' di una linea ad alta tensione, di una centrale elettrica di trasformazione, di qualche insediamento industriale etc. etc, insomma in un luogo dove il rumore e' sicuramente alto, potrebbe vanificare tutti gli sforzi che si sono fatti per dotarsi di un'antenna adeguata e cio' andra' ad influire negativamente sul risultato che si otterra' poi in contest.
Nel caso si stia pianificando un operazione stile field day sara' buona norma guardarsi intorno e fare anche qualche ascolto preliminare sul posto in modo da non scegliere un area che sia sbagliata gia' in partenza.
Quando invece il luogo da dove operare e' fisso, come ad esempio operando da casa o da una postazione stabile predefinita, vale la pena di adoperarsi per individuare le eventuali fonti di rumore e ridurle al silenzio, o quantomeno provarci, almeno per la durata del contest. (…ma senza far uso di esplosivi ed altri metodi illegali, eh ?!)
Qualora poi non sia possibile mettere in azione le proprie qualita' diplomatiche ed ottenere soddisfazione dall'azienda elettrica perche' venga a sostituire l'isolatore che scarica oppure dal nostro vicino convincendolo a scollegare un dimmer a triac che fa QRM, sara' indispensabile cercare almeno di studiare un sistema ricevente che sia in grado di realizzare una sorta di zona d'ombra nella direzione da dove il rumore locale proviene.
E' bene qui aprire una parentesi importante riguardo le caratteristiche delle antenne. Coloro i quali si sono dotati di qualche applicazione per PC in grado di simulare il funzionamento di antenne come AO, Eznec o YO solo per citarne alcuni, avranno sicuramente notato che esiste e viene riportato il calcolo relativo ad un cosiddetto near-field e far-field.
Per far-field, letteralmente campo lontano, si intende il campo che un'antenna produce ad una certa distanza e coincide piu' o meno con i diagrammi classici che siamo soliti attenderci dai vari tipi di antenna conosciuti. Per near-field, campo vicino, si intende invece quello che accade in prossimita' dell'antenna ovvero dove il lobo di irradiazione non risulta ancora *costruito* cosi' come ci si attenderebbe che fosse.
Il concetto potrebbe sembrare un po' astruso, ma in realta' e' del tutto banale, cerchero' di spiegarlo con un esempio.
Prendiamo in esame un sistema direzionale elementare costituito da due antenne verticali in fase realizzato al meglio. Il diagramma far field sara' costituito dal classico lobo broad-side bidirezionale con massima irradiazione perpendicolare alla linea di congiunzione immaginaria fra le due antenne e minima irradiazione nelle direzioni in linea alle due verticali, ovvero proprio il diagramma di irradiazione che siamo abituati a vedere sui sacri testi e che ci aspettiamo di ottenere. Se andassimo a verificare il campo prodotto ad una distanza sufficiente dalle due antenne, cioe' dove il far field si sia gia' costruito, non potremmo che arrivare a confermare quanto ci aspettiamo.
Supponendo invece di stare molto piu' vicino alle antenne in questione, non misureremmo le stesse cose. Ad esempio in prossimita' di una delle due verticali il campo risultera' molto forte, anche lungo la linea di allineamento delle antenne e nonostante il fatto che in fondo tutto funzioni comunque regolarmente.
Lo scopo di tutto questo discorso e' di spiegare un errore frequente, cioe' quello di pensare che un'antenna abbia il diagramma di irradiazione canonico anche nelle sue immediate vicinanze, cosa nient'affatto vera. In altre parole, non speriamo di poter annullare od attenuare un rumore sfruttando le caratteristiche di direzionalita' dell'antenna se sono relative ad un far-field quando invece la fonte del QRM e' ancora immersa nell'area del near-field.
Analogamente non commettiamo l'errore di installare l'antenna ricevente troppo
vicina a quella trasmittente perche' se le aree di near-field dei due sistemi
si intersecano, andremmo a perdere tutti i vantaggi dell'antenna di ricezione
e riceveremmo, almeno in termini di rapporto S/N, esattamente come se usassimo
l'antenna di trasmissione.
A prescindere da quanto appena detto, salvo momenti particolari o condizioni
di propagazione molto anomale, un'antenna di tipo verticale ha la peculiarita'
di ricevere contemporaneamente da tutte le direzioni, ovvero su tutti i 360°,
e di essere anche molto sensibile a QRM locale e QRN atmosferico, insomma quanto
di peggio si possa immaginare per estrarre segnali deboli da bande notoriamente
molto rumorose come gli 80 ed i 160 metri.
Per la verita', un'antenna verticale una qualita' per la ricezione l'avrebbe e sarebbe quella di mostrare una forte reiezione dei segnali provenienti da angoli molto alti. Tradotto in parole povere ma comprensibili, un segnale irradiato ad esempio da soli 100 Km di distanza e che con un dipolo potrebbe risultare di enorme o adirittura abnorme intensita', tale da causarci problemi alla ricezione di altri segnali per diversi KHz, con la verticale risultera' invece attenuato di parecchio, anche di 40 o 50 decibel, quantomeno rispetto ad un'antenna filare a polarizzazione orizzontale.
In alcune situazioni momentanee, non infrequenti durante un contest, questa particolarita' potrebbe risultare di notevole aiuto per riuscire a ricevere qualcosa, ed e' quindi senza dubbio utile esserne a conoscenza.
A parte cio', e salvo il caso in cui si possa pensare di mettere in fase piu' antenne verticali in modo da ottenerne un sistema direzionale in grado di migliorare il S/N generando allo stesso tempo un F/B ed un F/S, e magari un guadagno utile alla trasmissione, non e' il caso di riporre grande fiducia da quel che si potra' ottenere ricevendo con la stessa antenna utilizzata in trasmissione se questa e' appunto singola e di tipo verticale.
Intendiamoci, nessuno proibisce di partecipare ad un contest utilizzando la stessa verticale di trasmissione per ricevere, e nemmeno si puo' escludere che in certi casi sia perfino vantaggioso farlo anche se non risultera' tanto frequente che cio' accada.
Tra le antenne per la ricezione in 80 e 160 metri la beverage e' senza dubbio la regina incontrastata.
Per coloro che non lo sapessero, una beverage e' un'antenna mono o bidirezionale assolutamente non critica nella realizzazione e consiste in un semplicissimo filo di rame fatto correre a breve distanza dal terreno, in modo piu' o meno rettilineo, per una lunghezza che va in genere da uno a due lunghezze d'onda. (Fig. 1A/B)
Per dovere di completezza, della beverage esiste anche una versione a due fili che rende possibile la possibilita' di selezionare (invertire) la direzione in cui ricevere. Dato pero' che questa versione implica alcune difficolta' tecniche non facilmente spiegabili e che questo articolo ha invece una funzione divulgativa piu' che specifica e costruttiva, si rimandano coloro che fossero interessati a realizzare una beverage di questo tipo ai testi che trattano l'argomento in maniera piu' approfondita.
Attenzione all'eventuale prima impressione che si potrebbe trarre testando una beverage dopo averne installata una. Una beverage di giorno vale piu' o meno come un carico fittizio visto che e' piuttosto direzionale e *risponde* poco o nulla ai segnali provenienti da angoli molto alti, quali appunto sono quelli presenti in 80 e 160 durante le ore di irradiazione solare.
Il guadagno di una beverage e' negativo, ovvero i segnali risulteranno anche di parecchi decibel inferiori rispetto a quanto sarebbero sull'antenna trasmittente ma questo non costituisce un problema visto che la cosa importante non e' il guadagno ma il rapporto segnale rumore ottenibile, sempre che il rumore interno del ricevitore non sia troppo elevato rispetto al segnale fornito dall'antenna.
Una prova molto banale ma efficace per determinare se il segnale fornito da un'antenna (sistema ricevente) e' sufficiente rispetto al rumore intrinseco del ricevitore, consiste nel collegare l'antenna all'RX ed ascoltare se il livello audio cambia anche in assenza di segnali. In 160 ed in 80 cio' e' particolarmente facile da mettere in pratica visto che nelle ore diurne in banda esiste solo il rumore cosmico e quello locale.
Qualora collegando l'antenna all'RX in quel periodo della giornata si apprezzi una variazione sul rumore di fondo il segnale fornito dall'antenna e' da considerarsi gia' sufficiente, qualora non si apprezzi alcuna variazione sara' invece necessario dotarsi di un preamplificatore, e quindi ripetere il tentativo.
Nel caso risulti indidpensabile un preamplificatore sara' bene costruirne uno con una buonissima linearita' piuttosto che grande guadagno o bassa figura di rumore e dotarlo soprattutto di un filtro passabanda in ingresso. Se cosi' non si facesse, i forti segnali in banda, od anche fuori, ad esempio le broadcastings in onde corte e medie, creerebbero problemi tali di intermodulazione da rendere del tutto inutile il sistema d'antenna che si e' realizzato, anche se a valle si disponesse del miglior ricevitore sul mercato.
Tornando alle antenne beverages, si puo' dire che il diagramma di irradiazione da queste ottenibile vari a seconda della lunghezza dell'antenna ma che comunque ricordi abbastanza fedelmente quello di una yagi a piu' elementi ben installata sul piano orizzontale, e quello di un array di verticali sul piano verticale, quindi anche con un buon range negli angoli di irradiazione ed una reiezione eccellente dei segnali provenienti da angoli molto alti.
Tanto per dare un'idea sulla direzionalita' ottenibile, una beverage da una singola lunghezza d'onda ha teoricamente un angolo di apertura orizzontale a -3dB inferiore a 80 gradi e per coprire tutto l'azimut sui 360 gradi senza compromessi ne servirebbero 8. Una beverage da due lunghezze d'onda ha un angolo di apertura simile a quello di una yagi multielementi e per coprire tutti i 360°, disponendo sempre del migliore F/B e F/S, ne servirebbero addirittura una dozzina.
Le figure 2A e 2B sono relative ad una beverage con una lunghezza pari a 3/4 d'onda, rispettivamente sul piano orizzontale e sul piano verticale, le figure 3A e 3B sono relative ad una beverage lunga un'onda intera mentre le figure 4A e 4C si riferiscono una beverage da due lunghezze d'onda.
Fortunatamente noi europei siamo in una posizione geografica abbastanza favorevole ed alcune direzioni sono talmente poco produttive che per un contest non giustificano forse l'installazione di una beverage (ma se avete il posto, nessuno lo vieta...) e con un numero di antenne piuttosto contenuto si riesce gia' ad essere piu' che competitivi.
Questa della beverage e' senza dubbio la migliore soluzione per un ottimo funzionamento a fronte di un basso costo, rapidita' di montaggio e semplicita' costruttiva, posto naturalmente di installarla correttamente e soprattutto di avere lo spazio necessario visto che in effetti questa antenna comincia appunto a funzionare come ci si attende quando il suo sviluppo si approssima alla lunghezza d'onda.
Un buon compromesso fra 80 e 160 si ottiene con lunghezze vicine ai 180/220m,
ed anche in 160 conviene non andare troppo oltre queste misure. Cio' non toglie
che una sessantina di metri di filo in 80, od il doppio in 160 m, diano gia'
un certo risultato anche se ovviamente non confrontabile in termini di direzionalita'
con le performances delle antenne piu' lunghe.
Anche avendo a disposizione lo spazio per andare sostanzialmente oltre le due
lunghezze d'onda, non e' troppo conveniente ne consigliabile farlo. Sebbene
in teoria l'antenna diventi ancor piu' direzionale e quindi teoricamente offra
caratteristiche migliori di S/N, in realta' subentrano problemi di natura diversa
che ne compromettono l'effettivo funzionamento.
Quando i segnali tornano sulla terra dopo una riflessione ionosferica accadrebbe che porzioni diverse di un antenna molto lunga verrebbero *immerse* in fronti d'onda fra loro sostanzialmente sfasati, con il risultato di peggiorare anziché migliorare l'effetto direzionale di una beverage piu' lunga rispetto ad una piu' corta.
Non esiste infatti una sola onda riflessa dalla ionosfera visto che in realta' si tratta di una re-irradiazione piuttosto che di un *rimbalzo* e questa re-irradiazione non viene nemmeno generata esattamente in un punto ma da un area (volume) piuttosto grande, spesso in continuo movimento. Ovvero, la ionosfera non e' la sponda di un tavolo da biliardo.
Realizzare una beverage, cioe' costruirla, e' forse quanto di piu' banale possa esistere posto di servirsi del materiale adatto e di rispettare gli accorgimenti necessari.
Come abbiamo detto, una beverage non e' altro che un lungo filo di rame piu' o meno rettilineo, od altro conduttore a bassa resistivita' (anche filo di ferro zincato, finche' la zincatura resiste), tenuto a poca distanza dal terreno da un certo numero di sostegni e che come antenna assume una direzionalita' nel senso del filo stesso.
Per installazioni temporanee io mi sono servito di filo di rame unipolare crudo, tipo quello usato per gli impianti telefonici usando paletti in canna alti un paio di metri comprati al supermercato.
Per la posa mi sono sempre regolato nel modo che vado a descrivere.
Ho fissato solidamente l'inizio dell'antenna definendo come paletto iniziale qualcosa di robusto e quindi mi sono allontanato da questo punto svolgendo tutto il cavo di rame camminando nella direzione voluta. Terminato il filo l'ho fissato a qualcosa (in genere un picchetto di terra) senza pero' assolutamente tenderlo.
Lasciando il filo a terra, sono tornato al punto di partenza ed ho iniziato ad installare i paletti di sostegno contando una ventina di passi e tenendo il filo in tensione mentre lo fissavo, spesso solamente attorcigliando il filo sulla punta del palo. I paletti li ho sempre infilati nel terreno con la forza delle braccia per una ventina di cm.
Man mano che si piazzano i paletti e ci si fissa sopra il filo, l'antenna si alza dal terreno ed il filo si tende. Arrivati all'estremita' opposta resta solo da adattare la posizione definitiva del paletto finale e sperare che non si alzino venti di tempesta, almeno sino alla conclusione del contest.
Se la beverage non e' terminata, ovvero il filo corre semplicemente parallelo al terreno per tutta la sua lunghezza, l'antenna e' bidirezionale (fig 1B), se invece la beverage e' terminata resistivamente all'estremita' verso terra (sulla sua impedenza caratteristica), allora l'antenna diventa unidirezionale per i segnali che provengono dalla direzione della terminazione e vanno verso il punto di alimentazione. (fig. 1A)
Il discorso sulla terminazione ci consente di chiarire due cose. Innanzitutto che il valore della terminazione resistiva corrisponde all'impedenza caratteristica dell'antenna, ovvero in genere sui 450 Ohm, e che il resistore da utilizzare non deve essere di tipo a filo.
Per il resistore di terminazione si possono tranquillamente utilizzare quelli a strato metallico perche' le poche spire con cui la metallizzazione e' eseguita di fatto costituiscono un'induttanza trascurabile a queste frequenze. E' invece opportuno che il resistore non sia di potenza troppo limitata in quanto l'energia indotta in una beverage durante particolari eventi atmosferici come i temporali potrebbe essere sufficiente a danneggiarlo.
Relativamente alla terra, visto che stiamo parlando di una terminazione da 450 Ohm questa potra' essere realizzata in vari modi e senza particolari accorgimenti. Alcuni picchetti di terra piantati nel terreno per circa un metro svolgono piu' che sufficientemente questo compito se il terreno ha una conducibilita' elettrica discreta o buona e si presta a questa soluzione per consistenza fisica.
Nel caso invece che il terreno sia assolutamente inadatto elettricamente come nel caso di sabbia o rocce, si potra' ricorrere ad alcuni radiali in luogo della terra con i picchetti.
Il trasformatore posto all'estremita' in cui l'antenna viene connessa alla linea di discesa deve essere anch'esso a terra e valgono per questo scopo le considerazioni appena fatte per la terminazione.
L'altezza dal terreno a cui installare una beverage non e' critica e nemmeno funzione della frequenza. In genere si sceglie di stare tra il metro ed i due metri d'altezza visto che si lavora ad altezza d'uomo, che per altezze minori il segnale fornito dall'antenna diminuisce sensibilmente di intensita' mentre aumentando questa altezza oltre i 3 metri cominciano a comparire modi spuri che vanificano in parte le prestazioni dell'antenna. (es. risposta broadside agli angoli alti).
Come gia' detto, la beverage non e' un'antenna critica sia per cui alcune variazioni d'altezza rispetto al terreno, magari per scavalcare una strada di campagna, ruscelli od avvallamenti del terreno, sia per effettuare delle realizzazioni non proprio rettilinee in modo da schivare ostacoli. Entrambe queste situazioni non ne alterano il funzionamento in maniera apprezzabile.
Vale qui la pena di segnalare che alcuni riportano risultati soddisfacenti, anche se in presenza di forte attenuazione, utilizzando un'antenna che viene definita *snake* (serpente). L'antenna *snake* e' in pratica una beverage appoggiata al terreno, ovvero un filo steso a terra. Questo sistema deve probabilmente il suo funzionamento al fatto che su certi terreni, ad esempio sabbia o rocce non contenenti metalli, la terra reale e' situata ad una certa profondita' e quindi la *snake* e' in pratica una beverage supportata da un dielettrico per tutta la sua lunghezza, piuttosto che da paletti installati ad una certa distanza fra loro.
Mediamente si puo' prevedere che l'impedenza caratteristica di una beverage classica, terminata o meno, sia attorno ai 400/500 Ohm e pertanto e' necessario adattarla ai 50 ohm nominali della linea normalmente utilizzata. Un modo semplice ed efficiente per farlo e che consente l'uso della stessa beverage su piu' bande consiste in un trasformatore adattatore d'impedenza avvolto su ferrite.
Il trasformatore in questione e' un oggetto per nulla complicato da realizzare. Personalmente consiglierei di realizzare un trasformatore, e non un autotrasformatore in modo da poter eventualmente isolare primario e secondario fra loro, in pratica collegando le masse a terre diverse se si riscontrassero problemi. Collegare le masse dell'RX e della beverage a terre diverse puo' infatti risolvere le difficolta' che nascono quando il cavo coassiale di alimentazione dovesse comportarsi da antenna esso stesso.
In genere, se il coassiale che dall'RX va alla beverage corre steso a terra non ci sono grossi problemi di questo tipo, nel caso invece in cui il cavo sia sospeso da terra, questo potrebbe trasformarsi in un'antenna con il rischio, abbastanza reale, di andare a vanificare il S/N ottenibile dalla beverage e/o di *pescare* rumori prossimi allo shack, come ad esempio quelli generati dagli alimentatori switching dei PC o dai monitor (TV etc.).
Restando in tema di consigli, a mio parere e' da scegliere l'avvolgimento di tipo quadrifilare (fig. 5), ovvero una tecnica da alta frequenza e intrinsecamente compensata piuttosto che due semplici avvolgimenti distinti, nello stile dei trasformatori di alimentazione a 50 Hz.
Il nucleo del trasformatore potra' essere preferebilmente toroidale in ferrite con una permeabilita' alta, piu' o meno u=2000, ma non eccessiva, ad esempio il materale 73 secondo la tabella Amidon. Cio' consentira' di avere un trasformatore costituito da poche spire e quindi piu' facile da costruire e con una banda passante molto ampia viste le ridotte capacita' parassite.
In caso di emergenza, di poca voglia nello spendere o di andare in giro a cercare la cosa piu' adatta, come nucleo va bene anche una bacchetta di ferrite tipo antenna per radiolina a transistor in onde medie, u=850. Naturalmente si dovra' aumentare il numero delle spire dell'avvolgimento vista la minore permeabilita' del materiale utilizzato.
Attenzione a non utilizzare ferriti con permeabilita' troppo alta, es. per bassa frequenza od alimentatori switching, in quanto a frequenze di alcuni MHz le perdite nel materiale ferromagnetico potrebbero risultare eccessive.
Dire avvolgimento quadrifilare forse puo' spaventare l'autocostruttore inesperto, ma in realta' si tratta di realizzare una cosa alquanto banale. Basta prendere 4 fili ed avvolgerli contemporaneamente sul nucleo come se fosse uno solo ed alla fine tenere conto della fase (il pallino nella figura) per le interconnessioni tra inizio e fine degli avvolgimenti. Ci si potra' servire di piattine a piu' colori oppure fare una treccia con 4 fili isolati opportunamente segnati alle estremita' per identificarli.
Usando un nucleo ad alta permeabilita' come consigliato basteranno 2 o 3 spire, mentre con nuclei a permeabilita' inferiore le spire dovranno aumentare, forse anche di parecchio. Per verificare il funzionamento del trasformatore basta fare riferimento ai metodi spiegati piu' avanti in questo articolo.
Un trasformatore realizzato secondo le indicazioni date piu' sopra, su un nucleo ad alta permeabilita' ma senza perdite, coprira' tranquillamente una banda che va da 1.8 a 9 Mhz se si avra' la pazienza di cercare il giusto numero di spire. In generale se il trasformatore tende a funzionare meglio su frequenze basse le spire dell'avvolgimento sono troppe, se tende a funzionare meglio a frequenze piu' alte le spire sono poche. Chiariti questi particolari, se un trasformatore va bene nella banda interessata non ci sono motivi per centrarlo in una banda piu' ampia, se questo non interessa, ed un VSWR di 1:1,5 e' comunque accettabile.
Se quanto indicato nel presente articolo in merito al trasformatore non fa al caso vostro, potrete trovare i dettagli costruttivi di analoghi oggetti sui sacri testi delle antenne, quelli ben noti a tutti i radioamatori, oppure acquistarlo negli states dove pagando ti danno tutto bello e fatto.
E' comunque consigliabile verificare sempre il funzionamento corretto del trasformatore prima di installarlo per varie ragioni banali ma reali, la prima e' che ci possono essere stati errori (magari di stampa o costruttivi) e la seconda che non tutto quello che e' scritto o fatto e' giusto, e non diventa tecnicamente corretto solamente per la ragione di essere stato pubblicato o commercializzato.
Per testare un trasformatore di questo tipo esistono vari metodi. Quelli canonici come con l'analizzatore di spettro, il tracking generator ed un ponte reflettometrico adatto alla frequenza in gioco non li spieghiamo visto che chi dispone di questi oggetti deve anche sapere da solo come si fa a fare le misure ....
Un modo assai comodo per verificare il corretto funzionamento del trasformatore per la beverage consiste nel collegarne l'ingresso a 50 Ohm ad uno di quei misuratori di impedenza (MFJ, Autek, etc.) e verificare l'SWR che si ottiene dopo aver terminato l'uscita del trasformatore con un resistore (non di tipo a filo) del valore corretto, in genere sui 450 OHm. Se l'SWR e' buono nelle bande in cui si desidera operare si puo' passare all'installazione.
E se non ho lo strumento in questione ?
Potremmo usare l'RTX a bassa potenza (es. 5W) ed un misuratore di ROS proprio come se avessimo a disposizione lo strumento di cui sopra. Per realizzare un carico da 5W non esistono grosse difficolta' visto che 5 resistori da 2200 2W in parallelo offrono gia' un carico da 440 Ohm 10W e potremo poi utilizzarlo anche come terminazione per l'antenna. Al limite, perfino un semplice resistore da 470 Ohm 1W immerso in acqua puo' svolgere la funzione necessaria di carico, almeno per il tempo necessario ad effettuare il test.
Limitare la potenza a pochi Watt per effettuare la misura in questione ha due scopi: il primo e' ovviamente quello di semplificarci la realizzazione del carico, ed il secondo, molto piu' importante, e' quello di prevenire la saturazione del trasformatore che magari e' stato realizzato con un nucleo ed con una sezione di filo adatta alla ricezione ma non per sopportare un centinaio di Watt.
Personalmente mi sentirei di sconsigliare l'uso di filo a sezione troppo sottile per il trasformatore ed altrettanto l'uso di nuclei troppo piccoli che complicano l'avvolgimento usando fili di sezione grande. Questo non tanto perché si debba realizzare un trasformatore in grado di sostenere potenze consistenti, ma perché in caso di scariche elettrostatiche o di segnali indotti di entita' sensibile (es. noi stessi quando trasmettiamo) il trasformatore non svolga involontariamente la funzione di fusibile e ci lasci improvvisamente la ricezione ammutolita durante un contest, in modo purtroppo irreversibile.
Come abbiamo appena visto la beverage rappresenta forse il miglior compromesso fra costo, resa e semplicita', ma il punto dolente di questa soluzione potrebbe essere una insufficiente disponibilita' di spazio per installarla.
Nel caso in cui la carenza di spazio fosse la limitazione esistente, vi sono altre soluzioni in grado di garantire una ricezione direzionale anche se il lavoro da eseguire sara' probabilmente superiore e richiedera' piu' tempo di quello necessario per stendere una semplice beverage.
Alcune idee su come realizzare antenne riceventi in poco spazio sara' proprio quello che vedremo in un prossimo articolo.
73,
Mauri I4JMY